Hai mai provato a cercare online come fare un piano marketing…
…per poi ritrovarti ancora più confuso di prima?
Tutorial, canvas, modelli precompilati, “10 step infallibili”.
Tutti ti spiegano cosa dovrebbe contenere un piano,
ma pochi ti aiutano a capire come farne davvero uno che funzioni per la tua azienda.
Se ti riconosci in questo problema, sei nel posto giusto.
Questo articolo non ti darà una definizione da manuale, ma ti accompagnerà passo dopo passo nella costruzione di un piano marketing:
concreto, su misura, e orientato a obiettivi che puoi davvero controllare.
Non troverai frasi da agenzia, né promesse vaghe. Troverai un metodo.
Quello che usiamo ogni giorno in Mentora Agency per aiutare imprenditori e manager a prendere decisioni lucide, senza disperdere energie.
Alla fine della lettura saprai:
quali sono le fasi essenziali di un piano marketing ben fatto;
come adattarlo alla tua realtà aziendale;
cosa aspettarti da chi ti affianca (e cosa pretendere, se stai investendo).
E se oggi il marketing ti sembra solo un’altra voce di costo…
ti accorgerai che, con il metodo giusto, può diventare una leva concreta di crescita.
Iniziamo.
Perché oggi è così difficile fare (bene) un piano marketing?
Perché ci sono troppe informazioni e pochi metodi reali.
Molte guide spiegano “come si fa un piano marketing” con step generici e modelli standard.
Ma se sei un imprenditore o un direttore, sai che:
non parti da zero, ma da una realtà esistente, con risorse, vincoli e obiettivi precisi;
non puoi improvvisare, perché ogni errore ha un costo reale, in tempo e in budget;
non cerchi un piano perfetto, ma un piano utile, concreto, e sostenibile nel tempo.
La verità è che fare un buon piano marketing non significa seguire uno schema fisso,
ma costruire una strategia su misura, che parta dall’ascolto del mercato, del tuo target e della tua azienda.
Ecco perché molti piani falliscono:
perché partono da cosa fare, senza capire prima per chi, perché e in che modo.
Nel prossimo paragrafo entriamo nel vivo.
Vedremo tutte le fasi necessarie per costruire un piano marketing che funzioni davvero — per te, non per altri.
Come fare un piano marketing: tutte le fasi necessarie per far crescere la tua azienda
Un piano marketing efficace non è un PDF da sfogliare o un elenco di azioni da copiare. È uno strumento strategico che orienta ogni scelta comunicativa e commerciale della tua impresa.
Per funzionare, deve essere concreto, su misura e capace di guidare anche le attività più creative.
Sì, perché la creatività non è un vezzo da agenzia. È la leva che rende un messaggio memorabile, un brand riconoscibile, una campagna efficace. Ma non nasce dal caso. Nasce da analisi, ricerca e obiettivi chiari.
I piani piani marketing sono strumenti operativi, in grado di guidare la strategia e ispirare la creatività.
Vediamo tutte le fasi fondamentali.
Ricerca di mercato da dove iniziare (senza andare a tentoni)
Hai mai avuto la sensazione che la tua comunicazione “non parli davvero” al tuo pubblico?
Oppure che la concorrenza sia ovunque, mentre tu… non riesci a capire da dove iniziare?
Non è questione di fortuna.
È questione di contesto.
La ricerca di mercato è il primo passo per fare chiarezza. Serve a capire in che ambiente ti muovi, cosa interessa davvero ai tuoi clienti, e come posizionarti in modo riconoscibile — senza inseguire le mode o copiare i competitor.
Ecco cosa analizziamo, in modo pratico e rilevante per chi fa impresa:
Trend di settore:
Cosa stanno cercando davvero i tuoi potenziali clienti? Come sta cambiando il mercato?
Capire questo ti permette di intercettare la domanda — prima degli altri.Il tuo posizionamento, oggi:
Sei visibile dove conta? Le persone capiscono perché dovrebbero sceglierti?
In questa fase analizziamo la tua presenza online e offline per individuare punti forti e zone d’ombra.Chi sono i tuoi veri concorrenti:
Non solo chi fa il tuo stesso mestiere. Ma chi parla al tuo stesso pubblico.
Sapere cosa dicono, come lo dicono e con quali promesse… è il primo passo per non sembrare come loro perché saprai come distinguerti.
Fare ricerca non significa scrivere un bel documento da archiviare.
Significa prendere decisioni più lucide, basate su dati, non su intuizioni.
E soprattutto, dare una direzione concreta alla creatività, così ogni messaggio che uscirà parlerà davvero alle persone giuste.
Analisi del target: capire chi hai davanti (prima di parlare)
Se la tua comunicazione non colpisce, forse non è colpa del messaggio.
Forse è che non stai parlando alle persone giuste. O non lo stai facendo nel modo giusto.
Ogni piano marketing efficace parte da qui: capire davvero il tuo pubblico.
Non in modo generico — “aziende”, “clienti finali”, “PMI del centro Italia” — ma in modo vivo, concreto, rilevante.
Ecco cosa analizziamo, prima di scrivere anche solo una riga di testo:
Problemi
Quali frustrazioni vive ogni giorno il tuo potenziale cliente? Cosa gli fa perdere tempo, soldi, energie?
Identificare i suoi problemi è l’unico modo per far percepire la tua offerta come una soluzione, non come “l’ennesima proposta”.
Domande latenti
Cosa si chiede — anche se non lo dice ad alta voce?
“Mi serve davvero?”, “Chi mi garantisce che funzioni?”, “Con chi ho a che fare?”
Conoscere queste domande ti permette di costruire contenuti che creano fiducia, non solo attenzione.
Obiettivi e desideri
Cosa vuole davvero? Più clienti? Più margine? Più autorevolezza?
Un buon marketing non parla solo dei benefici del prodotto, ma dei risultati desiderati dalle persone. Il marketing non è SOLO vendita.
O meglio, la vendita è l’atto finale che deve essere innescato dalla fiducia del brand. Fiducia che si manifesta quando il brand dimostra al proprio pubblico di essere in grado di realizzare i suoi obiettivi e desideri.
Benefici
Quali sono i vantaggi che puoi offrire, tradotti nel suo linguaggio?
Per essere efficace, un beneficio deve essere concreto, rilevante e misurabile — non vago, estetico o autoreferenziale.
Obiezioni
Perché potrebbe dire di no?
Prezzo, tempi, fiducia, esperienza passata… ogni resistenza deve essere affrontata con realismo, non aggirata con slogan.
Risposte alle obiezioni
Qui si costruisce la differenza tra una comunicazione che ispira fiducia… e una che sembra solo marketing.
Ogni obiezione merita una risposta credibile, non una “promessa a effetto”.
Eventi scatenanti
Qual è il momento giusto per intercettarlo?
Un cambiamento interno, un’azione dei competitor, una nuova sfida…
Conoscere i suoi “momenti caldi” ti permette di entrare nella conversazione quando è più disposto ad ascoltarti.
Come fare un piano marketing: addio comunicazione improvvisata
Tutto questo non serve solo a fare “una bella analisi”.
Serve a dare una direzione concreta alla creatività.
Perché la creatività funziona se l’agenzia parte da una comprensione profonda del pubblico e non da ciò che piace a lei.
Se sai a chi parli, puoi scegliere il tono giusto, l’idea giusta, la forma giusta.
E costruire una comunicazione che non solo colpisce — ma coinvolge, chiarisce e fa scegliere.
Questa non è psicologia da manuale. È strategia vera, per fare scelte più lucide, costruire messaggi più efficaci e non sembrare mai fuori luogo.
Analisi dei competitor: studiare gli altri per trovare il tuo spazio
Hai mai guardato il sito di un concorrente e pensato: “Perché loro sì, e noi no?”
Perché sembrano più autorevoli, più curati, più “scelti” — anche se, in fondo, non offrono nulla di meglio?
La risposta è semplice: comunicano meglio. Non in modo “urlato”, ma in modo strategico.
Ecco perché l’analisi dei competitor è una fase fondamentale nella costruzione di un piano marketing efficace.
Cosa comprende?
Analisi del sito e messaggi chiave: come si presentano, che tono usano, quali benefici evidenziano.
Benefici e vantaggi percepiti: quali problemi affrontano, quali soluzioni offrono, cosa garantiscono.
Promesse esplicite e implicite: in cosa dichiarano di essere diversi — e in cosa lo sono davvero.
Perché ti serve un lavoro di questo tipo?
Perché il mercato non aspetta.
E mentre tu sei concentrato a far funzionare la tua azienda, altri stanno occupando lo spazio mentale del tuo pubblico.
Ma non è troppo tardi.
Un’analisi fatta bene ti dà una mappa chiara:
Di chi sta già parlando al tuo stesso cliente.
Di quali promesse sono già state fatte.
Di dove puoi posizionarti in modo diverso, autentico e strategico.
E la creatività?
Una buona analisi dei competitor non è solo uno strumento strategico. È anche una fonte preziosa per indirizzare la creatività.
Se tutti nel tuo settore comunicano con lo stesso tono, le stesse immagini, le stesse parole… la creatività serve a rompere lo schema.
A essere riconoscibile.
A non passare inosservati.
Creatività e analisi vanno sempre insieme. L’analisi ti indirizza, la creatività ti da personalità.
Definizione asset comunicativi: metti a fuoco la tua identità
Un buon piano marketing non serve solo a “dire cose”. Serve a dire le cose giuste, nel modo giusto, alle persone giuste.
E questo può accadere solo quando hai chiari — e ben definiti — i tuoi asset comunicativi.
Cosa vuol dire?
Significa costruire una base solida su cui poggerà ogni azione futura: dal sito, ai post, alla pubblicità. Ecco gli elementi fondamentali da chiarire:
Storytelling
Raccontare la tua azienda in modo autentico, umano e rilevante. Non serve inventarsi un eroe. Serve partire da ciò che hai già — e metterlo in luce con coerenza.
Proposta di valore
La promessa che fai al tuo pubblico: cosa offri, a chi, e perché dovrebbe sceglierti. Chiara, sintetica, concreta. E una volta definita, non è una “frasetta” da mettere sulla parete più grande dell’uffico, ma bisogna crederci e investire in comunicazione per differenziarsi sul mercato.
Tono di voce
Il modo in cui parli. Serio o informale? Empatico o tecnico? Il tono giusto ti permette di farti riconoscere anche senza logo. Il tono è parte fondamentale della tua personalità dovunque decidi di comunicare. All’interno della tua azienda e verso il mercato esterno.
Promesse commerciali e valoriali
Cosa offri di diverso dai tuoi competitor in termi di prodotto/servizio? Quali sono le caratteristiche che rendono il tuo prodotto/servizio unico? (promesse commerciali).
E le promesse valoriali? Le domanda principale che devi farti è la seguente: Quali valori rappresenta la tua azienda?
Se non le chiarisci a te stesso e non le comunichi per bene al tuo pubblico, le persone non avranno un motivo per conoscerti e per sceglierti.
Obiettivi di comunicazione e scelta dei canali
Hai mai avviato una campagna con la sensazione di “fare qualcosa, perché si deve fare o perché qualcuno ti ha detto di farla”… ma senza sapere esattamente dove ti avrebbe portato? Ecco: un piano marketing non dovrebbe mai partire così. Devi esserne convinto, altrimenti è inutile investire in un lavoro come questo. Meglio dedicarsi al prodotto/servizio. Se non ci credi, meglio lasciar stare.
Se sei convinto che oggi sia indispensabile investire in un buon piano marketing, ecco il primo passo che devi fare:
Ti serve una bussola. E quella bussola sono gli obiettivi SMART:
Specifici, Misurabili, Accessibili, Rilevanti e Temporizzati.
Facciamo un esempio.
Obiettivo vago: “Voglio più visibilità.”
Obiettivo SMART: “Voglio raggiungere 20.000 persone uniche in 30 giorni con una campagna online e generare 60 contatti da far richiamare al team commerciale.”
Vedi la differenza?
Il secondo obiettivo è chiaro, concreto e ti permette di capire subito se le cose stanno andando nella direzione giusta.
E una volta definiti gli obiettivi, si scelgono i canali giusti. Non prima. Un buon piano marketing si pioggia su un’attività cross-mediale: con mezzi online e offline. Una volta completate le attività fin ora elencate, si può passare alla scelta dei media adatti al tuo business.
Nei prossimi paragrafi vedremo le differenze tra i vari canali di comunicazione che vanno integrati nel tuo piano marketing a seconda degli obiettivi, del target e dei competitor.
Attività di comunicazione offline: sì, funzionano e vanno alla grande
Nell’era del digitale, può sembrare controintuitivo… ma le attività di marketing e comunicazione tradizionale funzionano ancora e vanno alla grande. Anzi, a dire il vero, non sono mai morte.
Come dice Il Sole 24 Ore: l’integrazione tra fisico e digitale guida le strategie di marketing, soprattutto in contesti locali o settoriali, dove la prossimità e la relazione diretta fanno ancora la differenza, anche con un budget ridotto.
Esempi?
Brochure ben progettate per fiere e incontri commerciali.
Materiale di supporto alla forza vendita.
Eventi e campagne sul territorio per rafforzare autorevolezza e fiducia.
- Stampa locale.
Spot radiofonici e cinematografici; tramite investimenti mirati e geolocalizzati.
La chiave non è scegliere “digitale” o “offline”.
È creare un piano integrato, dove ogni mezzo lavora insieme agli altri per raggiungere lo stesso obiettivo.
Piano editoriale organico (online): costruire fiducia, giorno dopo giorno
L’organico è la base della tua presenza digitale.
Un piano editoriale organico ben fatto serve a:
Educare il tuo pubblico (senza annoiarlo).
Rendere il tuo brand familiare e riconoscibile.
Essere presente quando serve, anche senza promozioni attive.
Non si tratta solo di “pubblicare contenuti”.
Si tratta di dire qualcosa di utile e differenziante, con un ritmo sostenibile, nei canali giusti (sito, blog, social, newsletter).
In questo modo, ogni contenuto lavora per posizionarti — e avvicinare i clienti giusti.
Piano editoriale sponsorizzato (online): visibilità mirata, non casuale
La sponsorizzazione non è “boostare un post”.
È uno strumento di precisione.
Un piano editoriale sponsorizzato efficace parte da:
Obiettivi chiari (notorietà, contatti, vendite).
Target precisi (chi, dove, con quali interessi).
Creatività pensate per convertire (testo, grafica, video).
Ogni annuncio dovrebbe avere:
Un messaggio chiaro.
Un pubblico definito.
Un risultato misurabile.
La differenza?
Con una strategia dietro, ogni euro speso lavora per te.
Senza, rischi di “parlare al vento”.
Le campagne online non servono solo a farti vedere.
Servono a generare contatti, potenziali clienti.
Come fare un piano marketing? Monitoraggio e ottimizzazione continua
Hai mai lanciato una campagna e poi… silenzio? Nessun report, nessuna analisi, solo la speranza che qualcosa succeda?
Un buon piano marketing non finisce con la pubblicazione. Inizia davvero lì.
Perché anche la strategia più brillante, senza monitoraggio continuo, può diventare obsoleta.
E anche l’idea più semplice, se ottimizzata, può crescere oltre le aspettative.
Cosa vuol dire monitorare bene?
Raccogliere i dati giusti (non mille numeri inutili).
Leggerli in base agli obiettivi.
Capire cosa funziona, cosa no, e dove correggere il tiro.
Ogni fase del piano marketing va seguita, corretta, ottimizzata.
Perché l’obiettivo non è “aver fatto qualcosa” — ma valutare i risultati.
Come fare un piano marketing: Sì, ma quanto costa?
Domanda legittima. Ma prima un’altra, ancora più importante:
Quanto ti costa oggi non averlo?
Un piano marketing ben costruito è un investimento, non un costo.
Ma proprio perché parliamo di investimento, la spesa deve essere proporzionata:
- Agli obiettivi
- Alla fase in cui si trova l’azienda
- Al mercato di riferimento
- Alle risorse già disponibili
Non esiste un “prezzo fisso” per ogni azienda.
Ma esiste un principio universale: un piano marketing fatto bene ti fa risparmiare soldi e tempo.
Come?
Evitando campagne inutili.
Concentrando il budget dove ha più impatto.
Costruendo un percorso misurabile, che puoi controllare e migliorare nel tempo.
Un piano che non produce risultati è sempre troppo caro.
Uno che li produce, invece, si ripaga da solo.
Conclusione: il piano marketing non è un documento. È una direzione.
Se sei arrivato fin qui, una cosa è chiara:
un buon piano marketing non è solo una tabella, una strategia o una serie di task.
È una mappa per far crescere la tua azienda.
Ti permette di:
Capire il contesto in cui operi
Parlare davvero al tuo pubblico
Differenziarti in modo autentico
Fare investimenti mirati, con obiettivi chiari
Delegare con fiducia, senza perdere controllo
Portare risultati, non solo visibilità
E soprattutto: ti libera dalla sensazione di “navigare a vista”.
Che tu debba iniziare da zero o correggere la rotta, avere un piano marketing fatto su misura è il primo passo per far sentire — e riconoscere — il valore della tua impresa.
Se vuoi approfondire, nel nostro blog trovi articoli dedicati a:
Non devi sapere tutto. Ti basta sapere cosa chiedere. E a chi.
A presto,
Mentora Agency




















